Where is WYW

lunedì 4 marzo 2013

Diario WYWorld | Pechino e il capodanno cinese

La steppa innevata ha lasciato posto al deserto freddo dei Gobi, immenso ma stranamente abitato da  cammelli e non solo. In men che non si dica anche la distesa arida si è fatta da parte e le montagne aspre e scure, solcate soltanto da fiumi ghiacciati, ci hanno fatto da guida fino alle porte della capitale cinese.
Arrivati alla stazione di Pechino, ci siamo affacciati alla città timidamente, forse temendo di essere travolti, ma con nostra sorpresa, superato il groviglio iniziale del via vai ferroviario, ci siamo ritrovati in una città surreale.

Pechino, Cina, 2013
La megalopoli ci ha accolto alla vigilia del capodanno cinese manifestandosi in tutta la sua tranquillità. Traffico inesistente, negozi, locande e musei chiusi al pubblico.
Un po' increduli ci siamo chiesti se probabilmente ci eravamo fatti un'idea sbagliata di Pechino.
L'unica a presentarsi durante la giornata è stata quella sottile nebbiolina di smog che impedisce di vedere a distanza con nitidezza. Ci ha tenuto a braccetto per tutta la nostra permanenza.
Informandoci un po' scopriamo che sono appena iniziate le feste (che durano circa due settimane) e la maggior parte dei pechinesi si ritirano nelle abitazioni o preferiscono uscire dalla città.

La città rimane in uno stato di sonnolenza fino all'avvicinarsi della notte di capodanno. Il silenzio viene rotto da una serie infinita di scoppi che durano per tutta la notte. In quel momento ci rendiamo conto che la polvere da sparo è nata in queste terre. Il rumore dei petardi proviene da ogni direzione e sembra che non risparmi nessuna piazza.

Il giorno seguente la città porta i segni della festa. Ogni angolo e ogni piazzale sono disseminati di scarti dei petardi rosso rubino e polvere nera.
Già dal mattino si percepisce che qualcosa è cambiato. La metropolitana sembra in fermento e le persone sono più rumorose. La festa è incominciata.
Ogni luogo pubblico si popola di centinaia di turisti venuti da ogni parte della Cina e del mondo per assistere agli spettacoli organizzati per il capodanno.
Piazza Tienanmen, la Città Proibita, Temple of Haven e ogni tipo di parco vengono resi inaccessibili da un'invasione di massa. Anche solo avvicinarsi alle biglietterie diventa un'impresa.
Decidiamo di prendere parte alla festa infilandoci negli stretti vicoli che si diramano da Qianmen  Street. Qui li chiamano hutong e nell'antichità erano il cuore pulsante della città dove si potevano trovare commercianti e botteghe.
 
Pechino New year, Cina, 2013
 
Per nostra fortuna durante le feste l'antica energia viene sprigionata di nuovo coinvolgendo la fiumana di persone che popola queste vie.
Suoni, rumori ed odori sono i protagonisti di questo spettacolo. Ad ogni passo si viene travolti dall'altissima musica di cui si servono i venditori di cibo da strada per attirare i clienti.
Le bancarelle si susseguono lungo i vicoli e propongono una serie infinita di cibi da consumare camminando.
Noi veniamo attirati da uno in particolare che non aveva un impianto stereo come tutti gli altri. L'astuto venditore aveva tra le mani due tavolette di legno che sbatteva con grande forza provocando un suono secco e deciso che si distingueva tra gli altri più musicali. Quando si accorgeva di essere riuscito ad attirare l'attenzione di qualcuno aumentava la velocità degli schiocchi, quasi come se fossero ipnotici. É così che abbiamo potuto assaggiare i celebri ravioli al vapore.
Ravioli al vapore, Pechino, Cina, 2013
Ci sentiamo per la prima volta veramente fuori dall'Europa questo anche grazie all'aiuto degli ideogrammi cinesi, dello stupore della gente nel vederci, dei palazzoni che fanno ombra alle baracche degli Hutong. Entra in gioco ogni nostro senso in questa terra, ognuno dei nostri 5 amici si attiva costantemente come non ha mai fatto.
Gusto e Olfatto cercano di carpire gli ingredienti di ogni pietanza assaggiata o annusata.
Tatto e Vista  non ci fanno perdere l'orientamento e ci aiutano nel farci capire e nell'essere capiti.
Infine Udito il migliore di tutti e anche quello un po' più malconcio a causa dei gran petardi, sempre presenti in tutti i giorni di festa, e delle persone che parlano con un volume alto quanto, se non di più, quello degli Italiani.
Ancora di più Udito ha avuto a che fare con la grande evoluzione cinese, il rapido e continuo cambiamento che le città stanno subendo sotto il rumore stridulo delle trivelle e sordo dei martelli pneumatici che maltrattano il suolo grezzo e quello già cementato per costruirci sempre più palazzi e costruzioni dal dubbio utilizzo.
Un continuo moto rivoluzionario, quello che abbandona il passato quasi senza pietà. Una triste verità appurata anche ormai nelle più piccole città, il palazzone non manca mai, anche se poi esso viene utilizzato come baraccopoli in altezza.

6 commenti:

  1. che bello, avete visto LIVE il capodanno cinese. GONG XI FA XAI!! :-))
    ps mi confermate che il pechinese è diverso dal cinese (cantonese) a cui siamo abituati noi in italiana?
    io ad es ricordo che a Shanghai il shanghainese era immangabile (cioè gusto assolutamente diversi dal cantonese e in genere orientale).
    grazie ragazziiii!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si è stato bellissimo per certi aspetti, la cosa che c'è spiaciuta di più è stata non poter visitare meglio la Cina a causa di queste grandi feste non siamo riusciti a prendere nessun tipo di biglietti per il treno per vedere ad esempio l'esercito di terra cotta a cui tenevo moltissimo. Perlomeno avrò la scusa per ritornarci.

      Intendi la cucina? se è così è certamente diversa, sapori e equilibri di ingredienti veramente sorprendenti!! una cucina delicata a sua modo, quella Pechinese, rispetto ad esempio a quella del Sichuan che è molto più speziata e piccante, ma anche quest'ultima squisita.

      Mentre siamo rimasti un poco delusi dalla cucina dello Yunnan e ancor di più da quella del Guangxi che sembra usare prodotti molto scadenti. Ma diciamo questo con riserva, può anche essere che abbiamo sbagliato posti in cui cenare e prenzare ;)

      Elimina
  2. Belle queste cronache dal Capodanno più celebre d'oriente!
    Vi immagino a girare per quei vicoli in cerca di nuovi spettacoli da vedere, il venditore di ravioli sapeva certamente il fatto suo, eh?
    Proprio un'esperienza per tutti i cinque sensi, non c'è che dire.
    Bacioni e avanti con la prossima tappa!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il venditore di ravioli è nei nostri cuori, dopo averci messo i nostri enormi ravioli all'interno di un enorme scatolino del gelato, per intenderci, con disegnati snoopy e peanuts ;) un caro saluto anche alla tua mamma dal Vietnam ;)

      Elimina
  3. Ragazzi vi seguo sempre anche se sono sparito dal web per un po', prima causa rottura del router e poi per impegni in altre cose :-) Molto belli davvero questi vostri reportage da veri viaggiatori, però AHI AHI con quel raviolo infilzato dalla bacchetta in spregio ad ogni usanza orientale come la mettiamo? :-) Dai che scherzo, buona continuazione ed a presto!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ci fa piacere che nonostante i problemi che hai avuto hai continuato a seguirci, grazie davvero!! ahahahaha sapevamo che prima o poi qualcuno avrebbe scagliato la prima pietra, ma a nostra discolpa l'uomo raviolo non ci ha dato bacchette ma solo un lungo stuzzicadente di legno a testa... abbiamo spiato dai locali come poter riuscire a mangiare il raviolo il quale veniva infilzato senza pietà e mangiato per intero :) a prestissimo!!

      Elimina

Hai voglia di dire la tua agli amici WYW?
Lascia un commento nella casella qua sopra.
Dopo aver scritto ti basterà aprire la tendina che trovi dopo "commenta come".
Se non hai un account google, potrai scegliere tra due opzioni:
-Nome/Url: dove basterà compilare lo spazio inserendo il tuo nome
-Anonimo
Infine premi pubblica

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...