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lunedì 11 febbraio 2013

WYWorld diario | UlaanBaatar

Il nostro viaggio verso la Mongolia in Transmongolica termina alle 6,30 del mattino è una faticaccia quando il capo cabina, un uomo cinese sulla cinquantina sempre spettinato e brontolone, ci urla cantilenante in cabina ULAANBAATAR alle 5,00 del mattino.

Puntualmente scendiamo dal treno con i nostri soli zaini e una fame esagerata dopo aver passato cinque giorni a pane e formaggio è qui che cerchiamo nel buio pesto di un alba inesistente un volto che ci sorridesse.

Irina in Piazza Suckhbaatar


Stiamo cercando Bobby il nostro host, dopo un po' di peripezie incrociamo il suo sguardo e troviamo nelle sue mani un bianco foglio in A4 con due nomi, ma non sono i nostri sono quelli di Ramona e Andy, una simpatica coppia Svizzera con cui fin da subito abbiamo fatto amicizia. Solo dopo averci superato si accorge di averci mostrato il foglio sbagliato è così che dopo un urlo incontriamo Bobby che con piacevole sorpresa scopriamo essere una donna.

Fin dalla oscurità della notte abbiamo sentito il distacco del gelo Russo difatti nonostante alla frontiera Mongola veniamo assaliti da una serie infiniti di controlli il tutto viene operato sempre con un sorriso. È così che siamo arrivati ufficialmente in Asia con l'ulteriore ospitalità dell'UB guesthouse, un piccolissimo ostello colmo di gentilezza e passione delle persone mongole che ci vivono e gli ospiti stranieri che ci riempiono di consigli e cartine.

Aspettiamo che il sole accecante si rifletta sulla città nel illusione che questa ci apporti più calore. Usciamo bardati alla Fantozzi e scrutiamo la città ricordando alcune raccomandazioni di Bobby su alcuni distretti della capitale, che stando a lei è assai pericolosa come ci conferma anche I una ragazza mongola che gira studiando per il mondo, ma che ha paura a uscire da sola nella sua città.


Piazza Suckhbaatar

Notiamo fin da subito che il centro è dominato da una modernità alla Dubai , i contrasti non fanno tardi a farsi sentire, basta guardare le basse baracche a modi negozi che vanno verso lo State departement store e ancor di più verso il monastero Gandan Khiid.

Confermiamo il tutto pensando che questa voglia di modernità e cambiamento sia stata portata dal mondo occidentale e realizzata in una fase posteriore dai ben più ricchi cinesi che come ci dice Greg un giovane che da anni vive in Mongolia aumentano a dismisura costringendo i nativi ad adeguare il loro stile di vita nomade ad uno assai più sedentario e poco adeguato alle caratteristiche del territorio.

Tutto questo ci porta a pensare che il disagio sociale che la città sta vivendo venga riportato in negativo sulla criminalità destabilizzando la cultura nonché la sfera personale e famigliare mongola.

Nonostante questo nel nostro tour senza meta all'interno della città abbiamo trovato dei luoghi che ci hanno riportato a pensare come potesse essere nel antico splendore UlaanBaatar.

Difatti la visita al monastero mi ha lasciata basita è qui che ho visto la spiritualità mongola identificandola attraverso gesti che prima d'ora non avevo mai visto, il continuo congiungersi delle mani, la rotazione incessante delle ruote della preghiera e un palo di legno con diverse bandierine della preghiera ondeggianti in aria dove troviamo vecchi signori e ragazzi girarci attorno appoggiando poi dolcemente il capo su di esso. Un gesto che mi ha ricordato, con tanto affetto, quello che da sempre facevo per salutare la mia nonna paterna, un bacio sulla fronte e tutto passa. Un continuo contrasto tra il luccichio dei palazzi a vetro che esageratamente rifletto il grande sole mongolo e la storia che si manifesta semplicemente anche tra un uomo e il suo enorme pezzo di costata che con un compagno cercano di abbrustolire in pieno traffico.



Tempio Gandan


15 commenti:

  1. Ah... che ricordo l'arrivo ad Ulan Baatar...

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    1. Noi felici di farti ricordare belle cose!!

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  2. IRINA E ANDREA SIETE GRANDI VI INVIDIO PER IL VOSTRO SPIRITO DI AVVENTURA,QUANDO AVRO' LA VOSTRA ETA' PENSO PROPIO DI AVVENTURARMI IN UN VIAGGIO SIMILE,UN CIAO SALUTONI E RIGUARDATEVI CIAO,CIAO DA TOTI

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    1. Grazie giovanotto per essere passato dal nostro umile blog!! Lo spirito di avventura non svanisce mai! Basta solo rispolverare qualche vecchia abitudine!! Anche tu hai vissuto le tue avventure...lo sappiamo!
      Un abbraccio a tutti e tre!

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  3. Non me l'aspettavo così moderna...La città è diventata pericolosa per colpa di questo "progresso" o lo era già?
    Non vedo l'ora di leggere la prossima puntata.

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    1. Pericolosa forse e una parolona...ci sono dei quartieri che e meglio evitare, come in ogni citta!
      Non so esattamente se il cambiamento ha peggiorato la situazione ma di sicuro ha contribuito ad emarginare chi ha avuto problemi ad inserirsi nella societa.

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  4. Che splendido reportage, ragazzi!
    Un racconto veramente incredibile da terre a me totalmente sconosciute.
    Mi colpisce la modernità di quella città, non l'avrei mai detto.
    Un bacione!

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    1. Grazie ancora una volta Miss!! Noi sapevamo qualcosa perche andre ha letto un libro sulla Mongolia ma sinceramente anche noi non pensavamo che si fosse trasformata tanto.

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  5. Continuate così! Vi penso spesso.

    Con affetto,

    Dimitri.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Grazie mille per essere passato dal Blog. Abbiamo saputo del tuo successo complimenti continua così :) un abbraccio

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  6. Risposte
    1. Tieniti pronto Andre abbiamo dato un colpo di spugna all'India (purtroppo)il Tibet è chiuso e il WYWorld farà un altro giro ;)

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  7. A colpire è sicuramente la modernità della città! Un racconto veramente incredibile, da terre che non vedo l'ora di visitare :-) vi continuerò a seguire sicuramente!
    Un saluto
    Federico

    ---
    http://lavaligiasottosopra.blogspot.it/

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    1. Ciao Feederico ci fa piacere che tu sia arrivato fin da noi, speriamo di farti scoprire ancora molte altre terre ;)
      Purtroppo non riusciamo a vedere nessun blog dalla Cina appena riusciremo daremo un'occhiata senz'altro al tuo blog ! Grazie per essere passato

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