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lunedì 17 dicembre 2012

Yale | Bulldog, bulldog, bow wow wow


Il sogno di girare l'America è stato coronato nel 2011 e qui potete leggere qualcosa in proposito, ma la cosa che forse non sapete sul nostro viaggio negli USA orientali è sicuramente su di una meta: New Haven. Questa città insolita è entrata nel nostro itinerario a causa del mio amore per una serie tv. Ebbene si “Una mamma per amica” mi fece innamorare di un'università in particolare: Yale.
Yale university press, New Haven, USA,  Agosto 2011


Trascinata in questo mondo americano il mio sogno più grande sarebbe stato girare per questo campus con attorno le centinaia di studenti con sguardi persi nei libri, tra i loro caffè fumanti e i professori impettiti. Ma tutto questo non accadde purtroppo. Il campus era in vacanza e ben poche anime gironzolavano negli edifici e così molte di queste porte si presentarono chiuse ai nostri sguardi. Ma non mi diedi per vinta.

Arrivammo alla stazione di New Haven di buon orario dopo esserci lasciati alle spalle Boston. Da qui la strada era assai impervia e lunga. Arrivammo in centro dopo un'ora di cammino.
Non ci misi molto a capire che la cittadina è assai trascurata e anonima, per fortuna il campus occupa gran parte del centro e delle strade. Chiunque pensi che Yale sia costituita da diversi grandi edifici recintati tutti un unico grande spazio, si sbaglia! Il campus è parte integrante della città tra un edificio e l'altro ci sono strade in cui passano le macchine e tutto questo è liberamente accessibile, tranne per alcuni edifici e alloggi in cui il passaggio è possibile tramite i badge elettronici. La cosa è assai moderna in questo senso, ma si inserisce perfettamente nelle arcate antiche della scuola.
Difatti tutta la struttura vanta una storia assai lunga (1700) e in ogni architettura sono nascosti particolari scultorei che rimandano a precisi simboli come il pollo che identifica la mensa o altri che rimandano alle società segrete di Yale.

Yale Kittchen, New Haven, USA, Agosto 2011

Tutto questo è affascinante quasi ti vien voglia di studiare tutti i libri presenti nelle biblioteche antiche che custodiscono vecchi fascicoli e rilegati. Ricordo un momento in cui feci pausa su una panchina nel giardinetto di una delle biblioteche e vidi due uomini: un vecchio, che mi immaginai fosse un professore, l'altro più giovane, che identificai come un'assistente. Questi si scambiavano parole in un silenzio austero con occhiate veloci che si muovevano tra i loro volti e il librone che tenevano tra le mani. Infastiditi dalla mia presenza abbassarono ancora di più la voce fino quasi non parlare più. Mi piace pensare che fossero alla ricerca di qualcosa di mai scoperto in un fascicolo vecchio e polveroso.

Yale into the book, New Haven, USA, Agosto 2011
Il mio sogno in realtà sarebbe stato intrufolarmi a qualche lezione, vedere la compagnia teatrale esibirsi, ritirare una copia del giornale universitario e contemplare un quadro con uno studente di arte. Ma in stagione estiva non potevo di certo aspettarmelo anche se infondo ho continuato a sperarci. Così non ho potuto neanche vedere gli alloggi, anche se in qualcuno ho spiato. Abbiamo sperato fino all'ultimo di poter parlare con qualche studente farcelo amico e farci portare nelle strutture.

Cabaret of Yale, New Haven, USA, Agosto 2011

Niente di tutto questo accade, ma rimasi comunque soddisfatta grazie al giro negli edifici pubblici, tra cui anche quello che racconta la storia di Yale. Qui ho conosciuto la mascotte di nome Dan un bellissimo bulldog tutto d'un pezzo... purtroppo impagliato. Per fortuna oltre quest'ultimo ne esiste uno in carne e ossa anche se temo che presto finirà anch'esso in una di queste vetrinette. Cole Porter scrisse una canzone da battaglia in merito i famigerati Bulldog dove il ritornello faceva così “Bulldog, bulldog, bow wow wow”.



Il nostro giro era quasi terminato quando all'improvviso sentimmo musica latinoamericana attraversare la strada. Solo a quel punto il nostro sguardo si posò su di un enorme vulcano in cartapesta fumante trainato da una jeep. Davanti e dietro questo carro fai da te c'erano una quarantina di ecuadoregni che ballavano in abiti tipici. Ci siamo imbattuti in una festa della minoranza etnica presente a New Haven. Anche questa è cultura e anche questo è un insegnamento, una felice coincidenza in una città universitaria.
Yale Ecuadoregno, New Haven, USA, Agosto 2011

Yale Ecuadoregno, New Haven, USA, Agosto 2011


Sarò banale e anche scontata in questo pensiero su Yale, ma per una persona che ama studiare vedere queste università non ha prezzo. I libri, i giardini, gli edifici e anche le caffetterie tutto questo sembra predisporti ad un buon futuro. Yale è musica visiva per chi ama leggere a lume di una luce fioca tra una marea di banchi e polvere da libri antichi.

♀ WYW


11 commenti:

  1. Ragazzi ma voi avere visto tutti i post che da sempre aspiro di vedere! Yale e Harvard sono i posti non plus ultra per una "giurista" come me:)
    Fortissimo !
    Ps anche a me piaceva quella serie:)

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    1. Ho subito pensato a te mentre scrivevo questo post. Immaginavo che una come te sognava di studiare tra queste mura.... Se devi scegliere di vedere una tra le due università io ti consiglio sicuramente Yale :) Harvard l'ho trovata molto anonima e turistica.

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  2. Bellissimo!!
    Io invece sogno di vedere Harvard :)

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    1. ihihih Come ho detto anche a Vaty io ho preferito Yale in tutto e per tutto, non che Harvard faccia schifo...credo che il mio giudizio sia dettato dalle condizioni in cui l'ho vista: piena di turisti.

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  3. Tanto per iniziare tu non sei mai banale o scontata.
    E questo giretto è davvero speciale, se fossi stata a Yale anch'io avrei voluto per un giorno vivere la vita vera di un universitario, mi sembra un bel desiderio!
    E mi è piaciuto tanto l'aneddoto sul professore e l'assistente...quanti pensieri suscitano le vite degli altri alle persone attente come te.
    Un abbraccio!

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    1. Ti ringrazio miss sei davvero gentilissima e mi emozioni come sempre. Anche tu ti fai mille viaggi mentali guardando gli altri? mi capita spessissimo di sorprendermi nell'immaginare quante vite diverse con correlati pensieri si possono incrociare sulla propria strada.

      Ho appena letto del tuo post in merito ai regali....credo che stare anche solo una giornata in una di queste biblioteche ti sarebbe piaciuto tanto come regalo. :)

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  4. E mi sarebbe piaciuto eccome!
    E sì, anch'io mi faccio dei viaggi mentali quando osservo le persone, mi chiedo che vita hanno, quali pensieri, quali sensazioni.
    E' vero, io e te un po' ci assomigliamo :)

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    1. :) Sto scoprendo persone davvero interessanti sul web, ne sono/siamo davvero felici ;)

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  5. Ahaha, anche io sono una fan di "Una mamma per amica", credimi al posto tuo anche io avrei visitato Yale, e avrei cercato in tutte le facce che incontravo per strada quella di Rory!! :D

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    1. Grandissima Vale ;) ihih iù quella di Rory io ho cercato Logan e il suo fascino ;) ihihih

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  6. Mi ha fatto troppo ridere che lo spunto è venuto da "Una mamma per amica"...ah ah ah

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