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lunedì 1 ottobre 2012

Inis Mór | L'isola del Vento Gaelico

Silenzio raggiunto. Siamo sull'isole Aran in particolare Inis Mór.
Inis Mór, Irlanda, Febbraio 2010


È qui che finalmente abbiamo raggiunto la pace dei sensi dopo un mese e mezzo di diversi litanie nella convivenza Irlandese. Prima di tornare in Italia, grazie alla nostra scuola di lingue, Atlantic Language, prenotiamo un biglietto per il pullman che parte nel centro città di Galway. Questo strano mezzo d'epoca ci porterà al porto di Ros a'Mhil piccola comunità della contea. Qui scopriamo la nostra piccola imbarcazione che sembra una bara spaziale. Raggiungiamo l'isola e il porto di Cill Ronain in breve tempo, una volta scaricati sulla terra ferma ci informano dell'ultimo traghetto che potremo prendere per tornare alla vita quotidiana irlandese. All'inizio ci assalgono uomini che ci propongono giri in bici, giri in carrozza e in pulmino per arrivare al grande profilo dell'isola sud-occidentale dove c'è il forte Dun Aonghasa, grande attrazione turistica.
Il breve tempo per ritornare a prendere l'ultima nave non ci avrebbe permesso di arrivare ai precipizi a piedi, ma nonostante ciò decidiamo di rimanere da soli con noi stessi e la natura deserta di quest'isola.

Tendiamo le orecchie verso i discorsi tra gli isolani e non capiamo nessuna parola, ci ricordiamo che qui la gente parla ancora un'antica lingua: il Gaelico. Questo comunque non esclude che loro parlino l'Inglese, ovviamente. 
Inis Mór, Irlanda, Febbraio 2010

Ci allontaniamo dal porto e in breve tempo veniamo sorpassati da tutti i ciclisti e i pulmini turistici, eccoci da soli, in silenzio, l'unico a parlare è il forte vento che trasporta nuvole grigie come le rocce che popolano l'isola. Non ci rimane tanto tempo prima che la pioggia divenga nostra compagna di viaggio. Presto capiamo come qui il vento non è turista, ma abitante. Gli alberi inchinati al suo passaggio non sono cosa di una giornata, ma di una vita.


Inis Mór, Irlanda, Febbraio 2010 
Le costruzioni decadenti , incrociate, si confondo tra le rocce e sembrano essere nate da queste stesse forme di vita grigia. Si discostano finalmente dalla mano dell'uomo per ritornare alla natura. Tra il grigio costante incrociamo strutture che ci sorprendono come un bar in stile messicano popolato solo da galline e galli. Una banca azzurra che sembra una tipica casa Irlandese su di un piano. Case sugli alberi che barcollano tra le fronde. Qua e là qualche casa disposta su di un piano e un giardino che ospita puntualmente un scintillante tappeto elastico. Infine una chiesa bianca come il latte in funzione e una caduta in disuso senza più il tetto, probabilmente glielo rubò il vento, in un giorno di rabbia!


Inis Mór, Irlanda, Febbraio 2010
Poi, ci sono loro, ragazzi vestiti da prete. A primo impatto scambiamo questo come un raduno di oratori, ma dopo un paio di domande scopriamo che è un raduno di fan del comico Dermot Morgan. Difatti dal 23 al 27 Febbraio si festeggia il Ted Fest, dedicato al comico e alla sua più celebre serie tv degli anni novanta, per l'appunto Father Ted. 

Dopo questo particolare incontro in uno strano luogo, la pioggia arriva come previsto e si dimostra più insidiosa di quanto immaginavamo. Grandine, vento e acquazzoni ci rovinano il passaggio, corri che ti ricorri troviamo riparo solo vicino al porto presso un bar, ma non hanno più cibo per noi, allora ripieghiamo su un ristorante, ma anche qui siamo fuori orari per farci cucinare qualcosa. Così passiamo per un bar al secondo piano di un edifico, dove entrando, veniamo fulminati da sguardi su sguardi come astemi in un bar di Irlandesi fumanti e alticci, dopo venti minuti si abituarono anche a noi. 

Inis Mór, Irlanda, Febbraio 2010
L'enorme nuvola un po' bofonchiando va via e noi ritorniamo sul lungo mare, qui ammiriamo il bellissimo paesaggio con il suo tramonto finché la nave ci richiama a se per tornare nella nostra casetta a Galway e dal nostro mitico coinquilino Giapponese Kenta (Ken). Approfittiamo del momento per ringraziarlo della sua gentilezza e simpatia, se non ci fosse stato lui...

Ottima meta per chi vuole stare in solitaria, anche dalla natura, perché qui giace un deserto di pietre, che forse vi sapranno raccontare cose diverse rispetto gli alberi d'un bosco. Saranno saggiamente storiche.

Ideale per chi cerca ispirazioni dalla storia per le sue canzoni, poesie e dipinti. Sarete catapultati aldilà della nostra era.

P.S. Se siete alle Isole Aran per un fuoriporta consiglio di pernottare allo Sleepzone di Galway.

♀ WYW 

20 commenti:

  1. complimenti per le foto! Trasmettono davvero pace e serenità! :)

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    1. Grazie mille Barbara ;) ti posso assicurare che su quest'isola la pace è solo una delle tante caratteristiche del silenzio

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    2. Fantastiche Aran... fantastiche sempre!

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    3. Possiamo dire di esserci state insieme ;) ?

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  2. Sono stato diverse volte in Irlanda, e la adoro! Ma le Aran mi mancano; dopo aver letto questo, messe in cima alla lista dei desideri! :)

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    1. Grande Cawarfidae senza dubbio consigliate! ti ricordo di andare in autunno o inizio primavera, così che non ci saranno turisti e sarai tu con l'isola e il vento!

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  3. Che post meraviglioso , pieno di cielo, di paesaggi, di silenzi ma anche di lingue. Non sono mai stata in irlanda e me la immaginavo in parte così !
    Che ricordi che ti sei portata con te. Oltre il compagno giapponese, ho visto attraverso le tue parole Quella enorme nuvola e ho volato nel tempio dei ricordi con te.

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    1. Bellissime le tue parole, come sempre, non posso che rendermi più che onorata. Far volare una sognatrice come te attraverso le mie parole, mi rende davvero felice!
      Visto che non ci sei mai stata, fammi spendere due parole sulla bellissima Irlanda, parole di complimenti per il suo paesaggio, per i suoi cittadini e per quello che ti lascia nel cuore. Una terra dove si può solo imparare a vivere veramente.

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    2. allora la metterò nelle prossime MUST-VISIT mete :-)
      grazie!!

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    3. ;) mi farai sapere poi ;)

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  4. Il posto è bellissimo, e le foto meragliose, sembrano cartoline!
    Che incanto, partirei domani!

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    1. Se parti dimmelo, veniamo con te :) Grazie mille per i complimenti anche se vanno tutti all'isola che appare semplicemente se stessa senza molti sforzi, quindi bellissima!

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  5. L'Irlanda è una terra che vorrei visitare anche solo per capire come "il vento non è turista, ma abitante" Avete descritto in modo molto poetico. Un saluto.

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    1. La seconda foto è il suo indirizzo ufficiale, vedere un viale di alberi che grazie a questo abitante un po' dispettoso abbiano cambiato il loro modo di crescere è incredibile. Il vento un elemento così invisibile ha lasciato traccia di lui e del suo passaggio in questa forma vivente, un albero che cresce fiero e dritto lo cogliamo su quest'isola pendente come la nostra amata torre pisana. Noi amiamo l'Irlanda è nel nostro cuore e non lo diciamo tanto per dire ;=) dunque è consigliatissima ;)

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    2. Grazie per questa bella risposta. Buona serata.

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    3. Grazie a te, Tiziana!

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  6. Che posto meraviglioso, mi sembra di esser stata lì con te.

    PS: un giveaway artistico nel mio blog, ti aspetto! Nadine

    http://www.nadinesilva.it/blog-giveaway/

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    1. Ciao Nadine, ma che bello il tuo blog :) ti ringrazio per le tue parole!!
      Stasera leggo tutto e vedrò di partecipare al tuo Giveaway, grazie mille per l'invito!! A presto!

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  7. Un bel racconto e anche foto molto belle. Certo le Isole Britanniche quando ti prendono ti restano dentro, altro che mal d'Africa :-)
    Mi è piaciuta molto la "barchetta che sembra una bara spaziale"... Ciao e complimenti!

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    1. Io lo chiamo mal di nord e ora ne sono proprio afflitta ;) Ti ringrazio per i complimenti Gian !! Buona serata

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