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lunedì 8 ottobre 2012

Don't Panic | Fuga dall'uragano


Inauguriamo oggi la nostra rubrica riguardante le nostre sfortune in viaggio. Qui riporteremo tutte le nostre disavventure vissute durante i nostri viaggi. Siccome siano convinti che la sfortuna c'è stata ma che ogni tanto noi gli abbiamo dato una mano consistente con le nostre disattenzioni ecco che il titolo della rubrica ci è venuto spontaneo: Don't Panic!

In questo nome c'è un chiaro riferimento allo splendido libro di Douglas AdamsGuida galattica per gli autostoppisti”. La frase scelta da noi è la stessa riportata proprio sulla guida che i personaggi porteranno con loro durante le loro avventure e che li invita a non cadere nel panico, qualunque cosa succeda. “Niente panico!” è quello che ci siamo detti ogni volta che vivevamo una delle nostre disavventure.
Speriamo che i nostri racconti possano farvi ridere e magari insegnarvi qualcosa per non ripetere gli stessi eventuali errori fatti da noi.

Biglietti Greyhound, USA, 2011

Incominciamo dagli Stati Uniti dove siamo stati costretti a macinare più chilometri del previsto.
Il nostro viaggio negli USA era stato, fino a quel momento, perfetto: i nostri spostamenti su lunghe tratte utilizzando il treno non ci avevano mai dato problemi finché dopo aver visto le splendide Niagara Falls tornando nel nostro simpatico ostello in quel di Buffalo abbiamo appreso dai giornali locali che sulla costa Est degli Stati uniti stava per abbattersi un tremendo uragano che poteva provocare gravi danni alle città. Ironia della sorte, l'uragano fu battezzato Irene (la parte femminile di WYW si chiama Irina).

Il vostro pensiero potrebbe essere: “Perché preoccuparsi? Voi eravate a Buffalo, lontani dalla costa!”
Esatto!! Ma avevamo il biglietto per il treno prenotato proprio per il giorno seguente che doveva portarci a Boston, ultima tappa del nostro viaggio da cui avremmo poi ripreso l'aereo per l'Italia qualche giorno dopo.

Giornale che illustra i movimenti dell'uragano Irene, USA, 2011

Nell'arco di poche ore le notizie si facevano sempre più preoccupanti e tutto il Massachusetts aveva dichiarato lo stato di emergenza.
Inutile dire che il nostro treno era stato soppresso impedendoci quindi di tornare verso est.
A quel punto, avendo già constatato che Buffalo non era una città a noi molto gradita, decidemmo di far ritorno nella città del vento, Chicago, che ci aveva particolarmente impressionato.
Per raggiungerla scegliemmo di prendere l'autobus, l'unico mezzo le cui corse non erano state cancellate. Fu in quel momento che il nostro viaggio diventò un'odissea.

Impiegammo 16 ore per raggiungere il capoluogo dell'Illinois a bordo di uno di quei pullman diventati famosi grazie ai film americani, il Greyhound.
I posti sul mezzo non sono numerati quindi appena l'autista da l'ok per salire sul mezzo si scatena una gara furiosa per accaparrarsi un posto a sedere. I poveretti che non si siedono sono costretti a fare il viaggio nello stretto corridoio al centro del bus.
I sedili erano sporchi, rotti e lo spazio vitale era ridotto al minimo. Per le lunghe tratte fortunatamente c'è la possibilità di fare una pausa in quella che noi in Italia chiameremmo area di servizio: una sorta di Autogrill che assomiglia a un piccolo fast-food dove è possibile trovare ogni tipo cibo take-away.

Biglietto Greyhound, USA, 2011

Arrivati a Chicago decidemmo di fermarci per due giorni nella speranza di trovare un volo per Boston che in comodità ci avrebbe permesso di prendere il nostro aereo verso casa.
Purtroppo anche qui tutti i mezzi erano stati bloccati eccetto l'immortale Greyhound.
Passammo due intere giornate in attesa di notizie positive da parte delle ferrovie Amtrak, ma arrivavano solo messaggi dalla Farnesina che ci avvertiva dell'avvicinamento dell'uragano a Boston.

Non avevamo scelta, saremmo di nuovo dovuti salire su uno di quegli orrendi pullman per un viaggio infinito di 24 ore. Al pensiero fummo pervasi da un senso di nausea, ma non avevamo scelta.
Salimmo sul quel bus con le dita incrociate, sperando che sarebbe dovuto essere l'ultimo sforzo.
Grave errore. Il viaggio verso la nostra Itaca si rivelò abbastanza turbolento tra cambi e controlli ma filò tutto liscio finché all'alba arrivammo a Syracuse, una piccola cittadina dello stato di New York.
Qui l'autista ci informò che per un motivo che nessuno riuscì a comprendere l'autobus non avrebbe continuato la corsa e il mezzo successivo sarebbe stato il giorno seguente.
A quel punto eravamo nello sconforto più totale. Avremmo perso il volo e l'unico suggerimento che ci era stato dato, era quello di noleggiare un'auto all'aeroporto più vicino (circa un'ora di taxi).
Insieme agli altri passeggeri del bus cercammo di trovare una soluzione per rientrare nel Massachusetts e proprio mentre stavamo per arrenderci, un responsabile della compagnia ci informò che il direttore generale ci avrebbe portati fino a Boston.
L'annuncio fu accolto con un grande applauso da parte di tutta la sala di attesa e un nuovo pullman fu preparato per la partenza.
Esausti arrivammo a Boston dopo un viaggio che in totale durò quasi 30 ore maledicendo quel sudicio mezzo di trasporto che in realtà fu la nostra salvezza.

Come si suol dire: oltre il danno, la beffa! Al nostro arrivo scoprimmo che l'uragano si era trasformato in un temporale estivo e non aveva minimamente danneggiato la città. Abbiamo perso l'opportunità di vedere il lago Walden come avevamo previsto, ma in cambio abbiamo avuto la fortuna di conoscere diversi personaggi simpatici a Chicago ed è sicuramente la città che in assoluto abbiamo preferito in questo giro degli USA nord-orientali. Saranno state le persone, il lago, il verde o il fatto che questa città ci ha dato riparo quando avevamo voglia di certezze, a farci innamorare della Windy City.

Addio e grazie per il pesce!”

Chicago, Usa, Agosto 2011

♂ WYW

16 commenti:

  1. Tout est bien qui finit bien :D !

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    1. Ciao Ale! Ora ci si ride sopra!! meno male che quel detto è proprio vero ;)

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  2. Bella questa idea delle disavventure :D Linkati !
    Marion

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    1. Grazie mille ;) ne abbiamo passate talmente tante che ci è venuta l'idea di scrivere tutto ciò in funzione di avvertimento o consolazione per i lettori. ;) Grazie per il link :)

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  3. Di tutto quello che avete passato l'amore per Chicago mi accomuna all'USA on the road... Io Chicago-Bosrton l'ho fatto in auto scendendo giù in Kentucky (deviazione voluta ma rimpianta)... con ritorno via Greyhound ma senza intoppi... per fortuna

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    1. Una deviazione niente male, giusto quel km in più che mancava al viaggio! Se un giorno ritorneremo a Chicago ti avviseremo!!

      In fondo tutte queste cose negative con il senno di poi sono esperienze che noi ricordiamo piacevolmente, anche se come dici tu c'è il rimpianto di avere fatto una strada piuttosto che un'altra. Ma proprio in questi errori abbiamo vissuto avventure che altrimenti non avremmo dovuto affrontare.

      Senza intoppi? noi oltre l'uragano, i ritardi e le cancellazioni abbiamo dovuto fare i conti pure con un Italiano che voleva fare un po' troppo il furbo!! ;)

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  4. Addio e grazie per il pesce
    Anche se un poco ci rincresce....

    Ecco, ora ci penso e me la canto per tutto il giorno.
    La risposta è sempre 42!!

    Anch'io ho rischiato un uragano, nel 1999 a Cuba.
    Ce l'ho fatta a rimanere tranquilla, forse perché ero giovanissima e incosciente :)

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    1. Già solo la parola uragano sembra una cosa enorme tipo un titano ;) a parte lo spavento iniziale poi ce ne siamo dimenticati volevamo solo raggiungere Boston anche con l'uragano!!

      "che succede?, chi sono?, perché sono qui? qual'è il più scopo nella vita? e soprattutto che significa chi sono? ok ok calma calma riprendiamoci.! Che sensazione interessante che cos'è? è come un pizzicorino alla.....bè sarebbe il caso di incominciare a dare il nome alle cose....chiamiamola coda!!!....................CIAO SUOLO!!"

      Grande Giovy grande. Sapevo che questo capolavoro non ti era sfuggito

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  5. Come diceva il grande Paulo Coelho: "Se pensi che l'avventura sia pericolosa, prova la routine. E' letale." Buona giornata!! :)

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    1. Bellissima frase Nadine, veramente bella!! Come dargli torto?! ;) Buona giornata anche a te

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  6. Hehe che ridere (scusa) ma a volte le avventure fanno parte del viaggio anche se la vostra correva nel filo del rasoio con il pensiero di perdere l'aereo. Di disavventure di viaggio ce ne sono capitate anche a noi ma sono proprio quelle le prime che al ritorno da un trip raccontiamo con un sorriso. Pensa che una volta ci siamo persi tra le mangrovie in Australia vicino ad un fiume che si chiamava "alligator creek"...

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  7. Scusa di che?, anche noi ridiamo ;) come dici tu è quello che si racconta per prima cosa. Ed è quello a cui l'interlocutore interessa di più del tuo viaggio ;) chissà perché? soprattutto se questi sono i soliti amici che quando parli dei tuoi viaggi non interagiscono mai se non per dire: bello, ma le foto?. Come dice saggiamente un nostro amico viaggiatore.

    Anche noi ci siamo persi nella natura diverse volte vi racconteremo ;) Ma per fortuna non eravamo condizionati da un nome così terrificante, per fortuna siete sani e salvi!

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  8. Bellissima questa rubrica Don't Panic!! Finalmente avete svelato la disavventura con l'uragano come mi avevate accennato nel commento sotto la mia disavventura col tifone a Shanghai.. la vostra mi batte sicuramente 10 a 0!!! E' stata veramente un'odissea, ma in effetti una disavventura così è la parte del viaggio che (se tutto finisce bene) si ricorda con più intensità.
    Allora aspetto i racconti delle altre sfortune a lieto fine.. :-D
    Un bacione
    Francesca

    http://thetraveldiaryblog.blogspot.it/

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    1. Si, se finiscono con un lieto fine, si ;) speriamo che vada sempre così, per tutti noi viaggiatori ;) No dai non ti battiamo, deve essere stato un bello spavento anche per te... la natura è così imprevedibile e maestosa, che non si ha mai certezza di averla fatta franca ;)

      Siamo contenti che ti piaccia la nostra nuova rubrica di disavventure, ma anche di tantissime disattenzioni ;) dove abbiamo applicato il principio Don't Panic e dove molte volte ci avrebbe fatto piacere avere con noi una guida parlante che ci dicesse cosa fare ;) speriamo che condividendo con voi tutti questi avvenimenti e leggendo dei vostri, si possa diventar tutti più saggi insieme :)

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  9. Intanto complimenti per la nuova rubrica: lo sapete che le disgrazie attirano molti spettatori :-) Sono rimasto colpito dal fatto che i famosi autobus Greyhound possono essere malandati e sporchi, e che uno non è sicuro del posto a sedere anche per un viaggio di molte ore... Tutto come in Italia e tutto il contrario di quello che un viaggiatore si aspetterebbe dagli USA. Attendendo con ansia altri vostri guai non dimenticate mai l'accessorio veramente fondamentale per ogni viaggiatore: l'asciugamano.

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  10. Ebbene si, i bus non sono molto comodi per i viaggi, a differenza dei treni che sono veramente ottimi in tutto e per tutto. Ma la cosa più fastidiosa era quella di dover sgomitare per conquistare un posto te lo assicuro!
    Per moltissime cose negli Usa sono molto più avanti degli italiani, infatti mi sono stupito anche io che il Greyhound molto utilizzato lasciasse a desiderare.
    Stai tranquillo non ci spostiamo mai su altri pianeti senza i nostri asciugamani!!!!!!

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